Restauro di grande cornice dorata, metà 1500, Monastero di San Gerolamo, Biella

OGGETTO
Cornice in legno dorata, epoca seconda metà 1500.
Doratura a guazzo, battuta con baccellatura, seguita da foglie di alloro ricorrenti contrapposte fermate al centro da legatura a forma di nastro legato. Motivo a gola culminante in riccioli pieni, gli angoli sono segnati da foglie di acanto. Profilo a baccellatura.
Misure: 130 x 117 x 20 cm.
Proprietà Monastero di San Gerolamo, famiglia Sella, Biella.
Fondato nel 1512 dal beato Giovanni Gromo sulla collina verso Chiavazza, il monastero di San Gerolamo è uno splendido esempio di architettura rinascimentale in territorio biellese.
È composto da un chiostro a due ordini di loggiati e da una chiesa a navata unica (in origine con pianta a croce latina). All’interno sono conservati un coro in legno e numerose decorazioni pittoriche di scuola lombarda. Nel 1864 il complesso fu acquistato dalla famiglia Sella.

STATO DI CONSERVAZIONE

La cornice presenta uno strato di sporco superficiale diffuso su tutta la superficie, con maggiore insistenza sulla parte superiore. Svariate lacune di gesso e di oro sono presenti maggiormente sul lato sinistro, sulle parti bombate. Nel lato inferiore si nota un distacco lungo tutta la linea orizzontale, a metà della parte scolpita. Al limite destro, perdita importante di materiale. Sempre nella parte inferiore si evidenziano lacune di gesso e oro. Non si evidenziano precedenti restauri né ritocchi sulla doratura. Non evidenti segni di attacchi da insetti xilofagi.

RESTAURO

La prima fase del restauro è stata la pulitura dallo sporco superficiale, rivelatasi semplice polvere, avvenuta con una leggera spazzola. In seguito, ho iniziato una pulitura più profonda con acquaragia a tampone e, solo nelle parti più resistenti, con tensioattivo Contrad 2000, diluito in acqua al 10% applicato con piccoli batuffoli di cotone.
Sono poi passata al consolidamento: nelle parti di legno scolpite che tendevano a staccarsi dalla cornice   un intervento importante di consolidamento l’ho fatto con colla vinavil veicolata con alcool. Con lo stesso materiale ho fatto iniezioni localizzate anche i frammenti di gesso a oro che si staccavano e così  sono stati consolidati.
Nell’angolo destro inferiore era presente una grande lacuna che ho colmata con resina epossidica SV640; in seguito ho stuccato la lacuna ricostruita con stucco in pasta così come sono state stuccate tutte le numerose lacune presenti nella cornice.
Una carteggiatura accurata con retino da doratore, ha appianato le linee di giunzione tra doratura e stucco. Su richiesta come da preventivo della committenza, ho proseguito all’integrazione di tutte le parti stuccate e ricostruite, con tempera in giallo doré emulsionata in colla di pesce, a imitazione oro. Per uniformare la velatura della cornice con il dipinto, anch’esso restaurato dalla ditta individuale Giulia Cereia Varale, ho usato la vernice Vernis à retoucher surfin a pennello.
A finire, come protezione finale, olio paglierino e cera.

CONSIDERAZIONI FINALI

La scelta del cliente in questo restauro è stata quella di non restaurare le parti mancanti con oro in foglia ma con una imitazione a giallo dorè. Questa tipologia di lavoro è stata fatta per non caricare l’oggetto di nuovi materiali che avrebbero potuto falsare la veridicità dell’oggetto.
Inoltre la cornice, che è conservata nella chiesa del monastero di San Gerolamo a Biella, di proprietà della famiglia Sella, è posizionata molto in alto e l’effetto cromatico del giallo dorè è simile al colore dell’oro.

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