Restauro estetico piatto Vedova Besio e Figlio

OGGETTO

Piatto in maiolica Vedova Besio e Figlio con decorazione floreale policroma nel cavetto e decorazione blu a stampini sulla falda.

Diametro: 20cm
Epoca: metà 1800
Manifattura Vedova Besio e Figlio, Mondovì.

“Giuseppe Besio affittò nel 1841 un setificio dismesso in Piandellavalle, lungo la Via delle Concerie, e lo trasformò in fabbrica di terraglia. Ne fu sfrattato nel 1850 dal proprietario Magliano, che iniziò lui stesso la produzione, per poi affittare la fabbrica nel 1859 alla società Montefameglio & Luscaris. Dopo una lunga vertenza giudiziaria, nel 1867 Giuseppe Besio ottenne l’aggiudicazione degli stabili. Alla sua morte (1884) la fabbrica fu ereditata dalla seconda moglie Anna Massimino e gestita come “Vedova Besio & Figlio”. Travolta dalla crisi del 1929, l’azienda fu acquistata da una società presieduta del banchiere monregalese Moisé Ettore Levi, che ne affidò la direzione al figlio, Marco Levi. Questi la condusse fino alla chiusura, nel 1979.” ( Da Museo delle Ceramiche di Mondovì)

Informazioni sui marchi su  Archivio della Ceramica
Il sito della manifattura attuale, Besio

STATO DI CONSERVAZIONE

Il piatto, a seguito di una caduta, è rotto in 9 parti. Non presenta precedenti restauri.

RESTAURO

Dopo una prova di incollaggio effettuata a secco con l’ausilio di scotch di carta e numerazione dei pezzi, ho incollato il piatto con resina epossidica bicomponente, collanti Parini.

Questo tipo di resina indurisce per la lavorazione in 10 minuti e secca completamente per l’uso dopo 24 ore; la pulitura della colla in eccesso si effettua con bisturi e acetone.

In seguito ho stuccato le fessure con stucco in pasta e con stucco alla nitro di mia composizione. Dopo una attenta  e ripetuta stuccatura e carteggiatura volta a nascondere completamente la linea di frattura ho integrato la parte restaurata con un fondo bianco alla nitro dato ad areografo.

I ritocchi delle parti policrome sono stati eseguiti con colori acrilici all’acqua a pennello. Verniciatura protettiva lucida bicomponente per le sole parti integrate.

CONSIDERAZIONI FINALI

Questo tipo di restauro può sembrare per certi versi esagerato. Mi spiego: i tanti pezzi rotti impongono una forte stuccatura e di conseguenza un grande ritocco pittorico della superficie, al limite del rifacimento.

Non sono quindi solita a consigliare ai clienti un restauro estetico in queste condizioni, ma, come in questo caso, scelgo alla fine la decisione del cliente.
La decisione del cliente proprietario dell’oggetto è per me fondamentale, ma non definitiva; mi sono infatti ritrovata negli anni a rifiutare dei lavori perché non coerenti con la mia etica professionale: aggiunta di marchi, cambio di colore, aggiunta o rimozione di elementi.

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